...And the livin' is easy.
Sono terminate le mie vacanze di questa estate 2008, e io che adoro settembre e tutti i mesi autunnali, mai come quest'anno vorrei che l'estate durasse almeno sei mesi in più. Certo il pensiero va alle pioggerelle autunnali e al freschetto che comincia a insinuarsi dalle finestre di casa ma è difficile lasciarsi alle spalle la mia prima estate vissuta a pieno, la mia prima estate spensierata.
Dopo aver vissuto 10 giorni accanto alla mia metà è difficile abituarsi a dormire da sola, a svegliarsi da sola, a pranzare senza di lui, a non averlo sempre con me. Sono stati dei giorni meravigliosi e non c'è stao un giorno in cui la mia malsopportazione intrinseca mi abbia portata a voler stare lontana da lui: una grande vittoria.
Per non parlare di tutti gli altri: dovrò aspettare forse un anno per rivedere Zio Sandrino così spensierato e giocherellone, e chissà tra quanto altro tempo potrò rivedere Letizia che anche se sottovoce mi ha fatto ridere da matti e abbiamo scoperto avere molte "croci" in comune; ciò di cui probabilmente non sentirò la mancanza sarà sicuramente Antu e la sua chitarra che anche durante questi giorni non si è risparmiato le sue solite sparate del tipo: "Ester la smetti di anticiparmi su tutte le strofe!!!" d'altra parte mi aspetta un altro anno di prove :P
So anche che Attila non mancherà durante quest'anno di riprendermi con frasi tipo questa "Ester, tu nan si' naif...tu si' na ciol!!" però vuoi mettere sentirselo dire davanti ad una partita a tresette prima di andare al mare?
Insomma grazie a tutti questa mia prima vacanza da sola resterà sempre tra i ricordi più belli anche grazie alla bellissima sorpresa della mia Agos (per quest'anno sono stati solo 2 giorni ma l'anno prossimo dobbiamo almeno raddoppiare! :)
Per concludere questo post non posso evitare di citare una strofa (ovviamente la mia, per privacy, e con le dovute censure) della canzone che ha allietato le nostre tavolate.
Da Barivecchia è arrivata
questa ragazza un poco sguaiata
ha dei problemi nel defecare
la Marcuzzi dei poveri non riesce a cagare
Ma 'Affanculo pure la cistite
mo' ci manca che ti viene l'otite
ma se il tuo è un problema xxxxxx
ti portiamo all'ospedale.
"Ma 'Affanculo"
Musica di Antu
Testo di un po' tutti
A proposito un ringraziamento speciale a colui il quale si è occupato di me e mi ha accudito dolcemente e in maniera impeccabile durante i miei acciacchi e che a sua volta, purtroppo, ha sofferto con me (Ti amo :*)
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Melaswell alle ore 12:25 |
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Sveglia alle 6.
Partenza.
La mia prima vacanza da sola...si perchè questa è davvero la prima.
Castro e la terra delle tarantole mi aspetta.
Felice felice felice.
Kalinifta.
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Melaswell alle ore 23:49 |
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Ci sono affinità che difficilmente svaniscono.
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Melaswell alle ore 13:51 |
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Voglio sapere chi sei. Vorrei sapere chi sei e cosa sei stata, se eri tu, la vera tu. Sempre che ci sia una parte vera di te. Ero io a vedere occhi che piangevano e orecchie che ascoltavano? Quante cose mi hai nascosto di te, della tua vita... su cosa basavi il tutto? Sui miei problemi e basta? Io non so chi sei, non so chi eri: non ti ho mai conosciuta. Sono bastati una manciata di giorni, di ore, di mesi per dimenticare? O Non c'è mai stato nulla da dimenticare. Basta così poco per ignorarsi? Ho mille domande cui so che non
avrò mai risposta, perchè qualsiasi cosa tu possa dirmi
io non ti crederei.
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Melaswell alle ore 22:40 |
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Vorrei provare di nuovo quella sensazione strana che provai qualche anno fa, guardando una zanzara spiattellata sul muro di una villa vicina al mare.
Ricordo che i miei piedi poggiavano su quel muro stesso, o forse erano per aria... Dopo quella boccata di aria strana il mio sguardo era fisso su quella zanzara, non riuscivo a staccarmene... eppure non era a lei che pensavo.
Guardavo semplicemente scorrere la mia vita presente e futura sullo sfondo di quel muro bianco con quella zanzara. Nonostante i vari avvertimenti sui "mala tempora" che correvano, io ero stranamente felice, poco mi interessava di varie ed eventuali rivoluzioni, poco mi interessava del resto; solo quella villa, quella stanza accanto alla cucina e quel balcone da cui volarono ali di pollo al vino rosso, e quelle persone, le uniche che, zanzare anche loro, mi facevano sorridere tra pranzi e tuffi pazzi.
Tutto per colpa di quella boccata di polline che mai mi prendeva allo stomaco, grazie all'esperienza nel campo di Pollicino dagli occhi azzurri.
Quella si che era buona.
Altro che Milanesi gialle e al sapore di bistecca.
Ero felice di costruirmi da sola un viaggio, semplicemente guardando quella povera zanzara su quel muro bianco, poco prima dell'alba.
Tu affogando per respirare, imparando anche a sanguinare
nel giorno che sfugge
il tempo reale sei tu
sai difendermi e farmi male
sezionare la notte e il cuore
per sentirmi vivo
in tutti i miei sbagli.
Canzone scritta dai SubsOnica e dedicata a ciò che fa viaggiare la mente.
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Melaswell alle ore 23:40 |
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Evaporato in una nuvola rossa
in una delle molte feritoie della notte
con un bisogno d'attenzione e d'amore
troppo, "Se mi vuoi bene piangi "
per essere corrisposti,
valeva la pena divertirvi le serate estive
con un semplicissimo "Mi ricordo":
per osservarvi affittare un chilo d'era
ai contadini in pensione e alle loro donne
e regalare a piene mani oceani
ed altre ed altre onde ai marinai in servizio,
fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli
senza rimpiangere la mia credulità:
perché già dalla prima trincea
ero più curioso di voi,
ero molto più curioso di voi.
E poi sorpreso dai vostri "Come stai"
meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci,
tipo "Come ti senti amico, amico fragile,
se vuoi potrò occuparmi un'ora al mese di te"
"Lo sa che io ho perduto due figli"
"Signora lei è una donna piuttosto distratta."
E ancora ucciso dalla vostra cortesia
nell'ora in cui un mio sogno
ballerina di seconda fila,
agitava per chissà quale avvenire
il suo presente di seni enormi
e il suo cesareo fresco,
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita
debba in qualche modo incominciare una chitarra.
E poi seduto in mezzo ai vostri arrivederci,
mi sentivo meno stanco di voi
ero molto meno stanco di voi.
Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta
fino a farle spalancarsi la bocca.
Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli
di parlare ancora male e ad alta voce di me.
Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo
con una scatola di legno che dicesse perderemo.
Potevo chiedere come si chiama il vostro cane
Il mio è un po' di tempo che si chiama Libero.
Potevo assumere un cannibale al giorno
per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle.
Potevo attraversare litri e litri di corallo
per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci.
E mai che mi sia venuto in mente,
di essere più ubriaco di voi
di essere molto più ubriaco di voi.
Fabrizio De Andrè
Amico Fragile
Questa canzone mi rappresenta molto in questo momento, o almeno credo. Vorrei non dover reagire così, vorrei che tu non mi mancassi mai, vorrei non averti mai considerata mia amica per non soffrire ora.
Sono sincera augurandoti buona fortuna per tutto ciò che verrà, per tutti i passaggi che mi perderò, augurandoti di non rinnegare mai ciò che ora stai vivendo come succede a me, come è successo a me.
Un passato di cui mi accorgo solo ora, non avermi dato nulla. Una storia incoerente, una persona poco sincera con cui ho vissuto, e che spero sia cambiata.
Cosa dovrebbe importarmi? Niente. E infatti non mi importa nulla davvero del presente e del futuro, o almeno del vostro.
Mi importa del mio però, e so che mi mancherai troppo, lo so. Adesso mi resta una sola amica al mondo, la migliore però; un'amica che conosce l'amicizia vera e mi dispiace averla messa sul tuo stesso piano, perchè non c'è paragone.
Non sono arrabbiata, infastidita...sono solo delusa, impressionata, sbalordita, esterrefatta, colta di sorpresa perchè ho avuto la colpa di essermi persa dei passaggi.
Chissà, forse amiche non lo siamo mai state, e spero che almeno per te sia così; è stato tutto un mio filmazzo e va bene così.
Per quanto riguarda te, se davvero sei la persona che ho visto oggi, sono davvero felice di essermi allontanata, di averti allontanato, per sempre.
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Melaswell alle ore 20:10 |
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Cercasi VITA disperatamente.
Forse quel silenzio d'immondizia in cortile
Forse quel destino spento da incatenare
Dentro un giorno sempre uguale
Quelle luci fredde o una corsia d'ospedale.
Via da questi luoghi, via da vecchie paure
Via da questi sguardi e dalla noia volgare
Via dal pregiudizio, gonfio di violenza
Dalle polveri sottili dell'indifferenza.
Come il fiore troppo raro
Di un'intelligenza condannata a sfuggire.
Libera quanto basta per
Libera quanto basta per
Dare alla tua strada un nome e l'ultima risposta.
Libera quanto basta per
Libera quanto basta per
Libera quanto basta per
Dare alla tua strada un nome e l'ultima risposta.
Libera quanto basta per
Via da chi rinuncia e non ti lascia tentare
Via da chi ti infanga e non rinuncia a mentire
In tutti quei ricatti stesi ad aspettare
Nel dispositivo umano definito amore.
La sconfitta è un'eleganza
Per l'ipocrisia di chi si arrende in partenza.
Libera quanto basta per
Libera quanto basta per
Dare alla tua strada un nome e l'ultima risposta.
Libera quanto basta per
Libera quanto basta per
Libera quanto basta per
Dare alla tua strada un nome e l'ultima risposta.
LIBERA QUANTO BASTA PER
L'ultima Risposta
Subsonica
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Melaswell alle ore 10:26 |
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Le cose devono cambiare, in n modo o nell'altro devono cambiare.
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Melaswell alle ore 15:42 |
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Oggi provo a rimettermi in gioco.
Sarà una prova fondamentale per me stessa.
Maybe I can.
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Melaswell alle ore 09:14 |
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Da quando ci sono stata, Parigi mi perseguita. Quando accendo la Ti-Vi, se c'è il telegiornale mi capita la faccia dell'inviato parigino con tanto di monumento
"a la compensacion" alle sue spalle, almeno 3 volte su 5.
Stamattina mi sveglio e alle 7.30 su rai due c'era un cartone animato francese che come protagonista ha un bambino di nome Martin, se non ricordo male.Mi sono soffermata sugli sfondi di quel cartone animato e le tipiche case parigine c'erano ^^
Poi mi sono messa a studiare ma mi sono addormentata (e quando mai?) e ho sognato che mio padre mi chiedeva di andare a Parigi a recuperare non mi ricordo cosa, io ci andavo con Alberto e stavamo in un quartiere tipo
Mont Martre, silenzioso, con la luce del tramonto...bello.
Poi stavamo anche per precipitare nel mare (si si il mare, mica la Senna!) mentre dei giapponesi si buttavano da una nave appena attraccata, ma questo non c'entra molto...
Poi mi sono svegliata, ma, tempo 2 paragrafi, la mia narcolessia mi ha rapita un'altra volta. Ho sognato di nuovo di dover andare a Parigi, solo che questa volta Alberto decideva di non venire con me ed io già ero incazzata nera, in più, una volta a Parigi (che sta volta sembrava più un paesino del basso Lazio) vedo un palco allestito, mille persone, tra cui le mie compagne di classe che si comportavano come se fossi trasparente, e lì il mio livello di incazzatura raggiungeva le stelle. Insomma lì su quel palco salgono gli Après La Classe (che di francese hanno solo il nome e qualche ritornello) e io lì attaccavo a piangere...ero sola, però almeno ero sola a Parigi!
Oh mio inconscio così viv(id)o e irrequieto,
Cosa vuoi dirmi?
Cosa vuoi comunicarmi?


Per adesso il mio inconscio non riesce a dimenticare il motivetto di sta canzone
L'uomo più furbo del mondo
Conquistatore instancabile e attento
Ha avuto donne di tutti i paesi
Donne che aspettano il ritorno
L'unica donna che ha tanto amato
Gli ha voltato lo sguardo
Un incontro all'ultimo bacio
Con lei non poteva rifarlo
Negli occhi di tutte le donne del mondo
Quando le accarezza
Cerca lei
Che non vuole più l'uomo più furbo
L'uomo più furbo del mondo
Fuma tre pacchi di sigari al giorno
Gli bruciano gli occhi dal fumo e dal pianto
Come il pianto che non scenderà mai
Per lei con cui non può più stare
Per lei con cui non può parlare
Perché lei uccisa dal rancore
Gli ha negato per sempre l'amore
Negli occhi di tutte le donne del mondo
Quando le accarezza
Cerca lei
Che non vuole più l'uomo più furbo
L'uomo più furbo del mondo
Può avere tre o quattro donne al secondo
Quella sera torna a casa da solo
Scaccia gli sguardi come scaccia le zanzare
E rinuncia al suo amore di sempre
Che non potrà mai scordare
L'uomo più Furbo, Max Gazzè
Scritto da:
Melaswell alle ore 09:27 |
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